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Università Agraria di Bracciano: al via il progetto Collina dei Venti casa di accoglienza per donne vittime di violenza

Prosegue l’attività di valorizzazione del patrimonio dell’Università Agraria di Bracciano. Grazie ad un accordo siglato con l’Associazione Temporanea di Imprese Collina dei Venti i locali e 9 ettari di terreno in località Macchia Grande diventeranno una casa di accoglienza di secondo livello mirata al recupero dell’autosufficienza da parte di donne già vittime di violenza.

“E’ un progetto al quale credo molto e che ho seguito in ogni suo passaggio perché credo sia una ottima soluzione – commenta Alberto Bergodi, vicepresidente dell’Università Agraria di Bracciano – non solo per andare a valorizzare spazi del patrimonio collettivo ma anche per contribuire alla realizzazione di importanti attività di alta valenza sociale. Non si tratterà di una struttura chiusa – aggiunge ancora Bergodi – ma di un servizio che proporrà, al contrario, occasioni di integrazione con il territorio e che garantirà la massima fruibilità sia per gli utenti che per i cittadini. Pensiamo – sottolinea il vicepresidente – che attivare sinergie e collaborazioni a vantaggio della comunità debba essere uno degli obiettivi per un ente di gestione di proprietà collettive come il nostro e questo progetto. A mio avviso, risponde appieno a questa esigenza”.

L’area che era già stata utilizzata per la comunità di recupero per tossicodipendenti Punto Linea Verde con questo progetto, nato dalla stretta collaborazione tra l’Università Agraria e la associazione di imprese, si candida a divere il luogo dove realizzare uno dei primi progetti in Italia indirizzati a questi importanti scopi sociali.

L’Università Agraria di Bracciano aveva indetto un bando per la presentazione di manifestazione d’interesse specifica per la assegnazione di questi spazi in esecuzione della deliberazione della Deputazione Agraria del 15 giugno 2015 e la proposta presentata dalla ATI che vede come capofila la Associazione per la  Fondazione Paola Decini trova oggi, dopo la firma dell’accordo, la possibilità di concretizzarsi unendo un progetto di valenza sociale a quello della valorizzazione del patrimonio collettivo.

Disposto, in particolare l’affidamento per sei anni, rinnovabili in altri sei anni. L’obiettivo è la realizzazione di una casa di semi-autonomia, ovvero di una struttura di accoglienza e ospitalità temporanea di secondo livello, rivolta a donne vittime di violenza e ai loro figli minori.

La gestione è affidata ad un Consorzio che include tra i partner l’Università Agraria di Bracciano alla quale viene affidato un ruolo di supervisione volto a verificare la coerenza del progetto accolto e la compatibilità con gli scopi dell’ente.

Oltre al recupero dei 14 fabbricati presenti, verranno attivate attività agricole e creata una fattoria sociale con scopi anche educativi. La struttura ospiterà anche una scuola dei mestieri dedicata alla formazione di artigiani guardando alle nuove tecnologie produttive e si propone come spazio di incontro e per la organizzazione di attività culturali. Prevista inoltre la realizzazione di sentieri e percorsi attrezzati. L’intervento previsto è di oltre 1.500.000 euro.

“Grazie alla sensibilità ed alla attenzione alle finalità sociali dell’Università Agraria di Bracciano – commenta il professor Vinicio Bottacchiari, presidente dell’Associazione per la Fondazione Paola Decinifinalmente si può realizzare un progetto a cui la Associazione Paola Decini ha lavorato per anni, elaborando un percorso sempre più ricco di suggestioni e di esperienze. Si tratta di creare un insieme di condizioni e di opportunità che consentano alle donne che hanno subito violenza di superare la fase emergenziale e di progettare un futuro di emancipazione e di autosufficienza, in un contesto di serenità e di fiducia. Sarà una esperienza di comunità solidale ed aperta, con percorsi di valorizzazione delle competenze e di costruzione di profili professionali autonomi ed imprenditoriali. Essenziale sarà il rapporto con l’ambiente sociale ed istituzionale locale, in una logica di interscambio e di sussidiarietà. Il progetto, cui hanno già aderito molti soggetti – conclude Bottacchiari – è aperto alla attiva partecipazione di Enti, associazioni ed organizzazioni, soprattutto locali, così da proporsi come modello ad altre esperienze. Siamo fieri di potere così continuare il lavoro e gli ideali di Paola Decini, cui è dedicata la Associazione”.

L’intero progetto verrà illustrato a breve nei dettagli nel corso di un evento di presentazione.

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