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Teatro alla villa romana dell’Acqua Claudia: il 6 settembre l’Aulularia di Plauto

Grandi potenzialità come spazio da dedicare al teatro antico per la villa romana all’interno dello stabilimento dell’Acqua Claudia ad Anguillara. La prima di Imperatori, nell’ambito delle celebrazioni per il Millennio ha infatti decretato, sia pure nello scarno allestimento, il successo di un binomio che unisce i resti antichi di una villa di estrema originalità ed il teatro antico.

Bravissima la performer del fuoco che ha intrattenuto il pubblico con un “prologo” di fiamme e suggestioni che avrebbe essere potuto un po’ più breve. Bravi gli attori che si sono alternati in monologhi nei panni di personaggi della civiltà romana. Esilarante, nel testo di Stefano Benni, Nerone interpretato da Fabio Del Croce che per l’occasione ha sfoggiato anche una vistosa chioma rossa come viene solitamente descritto l‘imperatore. Il 6 settembre alle 21nuovo appuntamento con uno dei classici come l’Aulularia di Tito Maccio Plauto (Sarsina 250 a. C. circa – forse Roma 184 a. C.) per la regia di Emanuela Gentile.  Si tratta della commedia più famosa del grande commediografo. Protagonista è il vecchio avaro Euclione, che, scavando nella sua abitazione, rinviene una pentola colma d’oro, e da quel momento è terrorizzato che gli venga rubata. Per scongiurare tale pericolo, sospettando dei servi e di chiunque si avvicini alla sua casa. Quando Megadoro, anziano anche lui ma ricco e benestante, si dimostra disposto a sposare la giovane figlia di Euclione (Fedria) anche senza dote, l’avaro accetta, ma comincia presto a sospettare che la richiesta di matrimonio abbia per fine il progetto di sottrargli la pentola. I cuochi; Antrace e Congrione, capeggiati dal buon Strobilo, sono impegnati nei preparativi per le nozze, entrano ed escono dalla sua porta carichi di vivande, diventano per Euclione motivo di sospetto. Potrebbero scoprire la pentola piena d’oro. Fra accessi d’ira e di sconforto, egli decide allora di spostare la pentola e di seppellirla nel santuario della Buona Fede. La serva Stàfila fa sapere, nel frattempo, che queste nozze sono assai difficili da farsi, poiché Fedria è incinta del giovane Liconide, nipote dello stesso Megadoro. Liconide, infatti, confessa allo zio di esser stato con la ragazza, ottenebrato dai fumi dell’alcol e così facendo ottiene che egli rinunci al matrimonio. Liconide stesso è intenzionato a chiedere la mano di Fedria. Pitodico, il servo fedele di Liconide, sempre attento a tutto ciò che succede, origlia un discorso del vecchio Euclione circa il nascondiglio in cui metter la pentola. E ora che il tesoro sembra esser svelato… la commedia riserva altri esilaranti retroscena.

L’ingresso è libero. Per info: 348 0859871

Graziarosa Villani

Foto del videomaker Cristiano Mandracchia

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