Sindacato

SINDACATO UNICO DEI MILITARI: DISAPPUNTO PER L’APPROVAZIONE DELL’A.C. 2139. IGNORATE LE NOSTRE OSSERVAZIONI INVIATE IL 1° FEBBRAIO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI. ANCORA UNA VOLTA, IL GOVERNO E IL PARLAMENTO DISATTENDONO LE ASPETTATIVE DEL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE. NON SERVONO ISTITUZIONI CHE SI INGINOCCHIANO DI FRONTE AI NOSTRI CADUTI MA SERVONO SCELTE PIÙ CORAGGIOSE, COME UN NUOVO RIORDINO DEI RUOLI.

Avevamo Ringraziato i Presidenti della I Commissione Affari Costituzionali, Nazario Pagano, e della IV Commissione Difesa, Antonino Minardo, per averci coinvolti chiedendo un contributo scritto per l’esame dell’AC n. 2139, che nasceva da un disegno di legge d’origine governativa.

Il provvedimento era già stato approvato dal Senato l’11 novembre 2024 come Atto Senato n. 1053 e riguardava essenzialmente delle “Misure in materia di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia, delle forze armate nonché del corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

Quindi un’ennesima occasione persa per sanare ataviche criticità delle forze armate. Infatti, su un complessivo di 18 articoli, solo 2 sono dedicati a Esercito, Marina e Aeronautica. Cosa hanno confermato?

L’anticipo delle promozioni dello SPAD dei Tenenti Colonnelli al 1° luglio di ogni anno (PROVVEDIMENTO POCO FUNZIONALE);

un nuovo concorso per marescialli infermieri a nomina diretta con le risorse non utilizzate nel 2024; 

inserimento degli ufficiali nelle aliquote di valutazione per l’avanzamento con una riduzione di trenta giorni dei periodi minimi di comando, attribuzioni specifiche, di servizio e d’imbarco; 

l’anticipazione della formazione dell’aliquota di avanzamento degli Ufficiali delle Forze armate dal 31 ottobre di ogni anno al 15 settembre;

un vincolo di ferma per chi è impiegato in ambito internazionale o, in campo nazionale, presso Agenzie ed Enti esterni al Ministero della Difesa.

A tal riguardo, sottolineiamo che, se l’obiettivo iniziale era quello di valutare le esperienze professionali, allora non bisognava affatto mortificare le professionalità di Graduati, Sergenti e Marescialli che non possono esercitare le loro professioni solo perché non Ufficiali.

Vengono così confermati i classici provvedimenti che soddisfano pochi eletti, senza incidere sugli atavici problemi del personale delle categorie economicamente più deboli!

Il SUM aveva già chiesto di essere audito al riguardo, per spiegare le proprie proposte finalizzate a sanare gli endemici ritardi che si hanno nelle valutazioni ai fini dell’avanzamento al grado superiore dei Graduati e dei Sottufficiali (Ruolo Marescialli e Sergenti). Infatti, nonostante gli sforzi fatti dalle Commissioni di Avanzamento dedicate, ancora oggi i nostri colleghi devono aspettare anni per poter indossare l’agognato grado, con penalizzazioni in termini economici e di impiego con mortificazione delle legittime aspettative dei singoli e delle loro famiglie.

L’anticipazione al 1° luglio delle promozioni nello SPAD (Servizio Permanente a Disposizione) non risponde ad alcuna esigenza funzionale ma costituisce esclusivamente un cospicuo premio economico. 

Inoltre, il SUM evidenzia come l’iniziativa dell’istituzione di una Giornata in Ricordo delle Vittime del Dovere dovrebbe altresì essere seguita dal ben più importante esame delle proposte di legge presentate nella precedente legislatura, volte a sanare le sperequazioni realizzate nel riconoscimento dello status di vittima del dovere. Si evidenzia al riguardo l’iniziativa dell’allora Sen. DEL MONACO (A.C. 2224).

Un’altra norma contenuta è quella relativa agli Enti – Circoli della Marina Militare. 

In questa previsione normativa, gli Ufficiali e i Sottufficiali della Marina Militare sono iscritti di diritto a tali circoli, da sempre alle dirette dipendenze del Capo di Stato Maggiore della Marina, quale parte dell’organizzazione logistica di tale Forza Armata. Al riguardo, il SUM aveva già espresso parere non favorevole, in quanto il provvedimento, oltre a creare una sperequazione tra il personale delle varie Forze Armate, rappresentava un tentativo di sanare una lunga querelle giurisprudenziale che aveva visto l’Amministrazione della Difesa soccombente. Infatti, il Consiglio di Stato aveva chiarito che l’obbligo di pagamento delle quote sociali da parte degli Ufficiali e Sottufficiali della Marina Militare era in evidente contrasto con il Codice dell’Ordinamento Militare. Peraltro, i colleghi della Marina Militare sono gli unici che, per anni, hanno dovuto pagare obbligatoriamente la quota sociale mensile degli Enti Circoli della Marina. Si ritiene che queste siano misure anacronistiche, auspicandosi un intervento volto a disciplinare anche il pagamento delle quote mensili (esigue) per il Circolo Ufficiali delle Forze Armate: eliminando l’obbligo e trasformandolo in Circolo delle Forze Armate consentendo l’accesso a tutte le categorie del personale militare.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e dell'Ortica del Venerdì Settimanale, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano.