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Patrona Aeronautica in volo benedice comunità del lago

Patrona Aeronautica

Patrona Aeronautica

Tanta devozione e tutti con la testa all’insù oggi sul lago di Bracciano in occasione del volo in segno benedicente dell’effigie della Madonna di Loreto a bordo di un elicottero. Nei tre borghi rivieraschi in tanti sono usciti in strada per vedere il velivolo. E’ stato un rito collettivo che ha emozionato l’intera comunità lacustre. L’elicottero, che si è levato dall’aeroporto Luigi Bourlout di Vigna di Valle, è stato in volo per circa un’ora sui cieli di Anguillara, Bracciano e Trevignano. Al suo rientro nella storica base, l’effigie della patrona dell’aeronautica, è stata accolta con tutti gli onori. Presenti quattro sindaci – Tondinelli per Bracciano, Pizzigallo per Anguillara, Maciucchi per Trevignano Bruni per Manziana – e il vescovo della Diocesi di Civita Castellana, Romano Rossi, che ha ufficiato una cerimonia tra i velivoli del Museo Storico dell’Aeronautica Militare. La cerimonia è stata impreziosita dai canti di un coro. Presenti al rito anche il direttore del Parco di Bracciano-Martignano Daniele Badaloni, il presidente del Consorzio Lago Bracciano, Renato Cozzella, il vicesindaco di Anguillara Paolo Fiorucci.   

A fare gli onori di casa il colonnello pilota Adelio Roviti, comandante della base. Lo straordinario sorvolo dell’effigie della Madonna di Loreto ha unito la comunità lacustre nel segno della devozione. Tutto grazie all’organizzazione della comunità aeronautica che da oltre un secolo può essere considerata parte integrante del tessuto sociale locale. Da sempre infatti la storica base militare, che è attiva sin dall’epopea dei dirigibili, ha impiegato maestranze e dipendenti locali.

Per l’Effigie della Madonna di Loreto si può parlare di un ritorno sul lago in occasione del centenario della sua decretazione quale “Celeste Patrona” degli aeronauti. Un opuscolo diffuso oggi riporta una foto del 1930 che ritrae la processione mariana presso il Centro Sperimentale Idrovolanti come era denominata allora la base militare.

Graziarosa Villani

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