L’ex amministratore delegato alla sbarra al Tribunale di Civitavecchia
Udienza penale il 20 gennaio al Tribunale di Civitavecchia per il disastro ambientale del lago di Bracciano. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato quale imputato Paolo Tolmino Saccani che era amministratore delegato di Acea Ato 2 nel 2017, anno in cui il lago di Bracciano ha subito un vistoso abbassamento del livello con gravissimi danni all’ecosistema lacustre. Per il Comitato Difesa Lago di Bracciano, parte civile nel procedimento penale e difeso pro bono dagli avvocati Simone Calvigioni e Francesco Falconi, è emerso che l’amministratore delegato si è mosso assieme ai suoi tecnici solo in chiave idraulica pensando di avere a che fare con una semplice vasca o una piscina e non considerando che il lago di Bracciano è invece un ecosistema protetto da normative europee e che, come tale, è al centro del Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano. I legali delle parti civili lo hanno incalzato circa il mancato rispetto del limite indicato dalla concessione originaria di derivazione d’acqua dal bacino lacustre dei 161,90 metri sul livello del mare. Al riguardo si ribadisce che sia il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sia la Corte di Cassazione hanno stabilito che il limite è vigente e che è esso stato superato.
Nel corso dell’esame dell’imputato è emerso inoltre che Acea Ato 2 ha gestito negli anni la preziosa risorsa idrica del lago di Bracciano in assenza di una adeguata programmazione e senza considerare adeguatamente la delicatezza ed importanza degli ecosistemi presenti nel lago.
La prossima udienza è stata fissata per il 24 marzo. Verranno per l’occasione altri imputati e a seguire i testi della difesa. Presente in aula il pubblico ministero Delio Spagnolo che ha condotto le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio dell’intero Consiglio di Amministrazione di Acea Ato 2 del 2017.
