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Italia Nostra Sondrio: attivismo ad alta quota

Attivismo in alta quota tra cultura, tutela del paesaggio e sensibilizzazione. E’ quanto fa la sezione di Italia Nostra Sondrio. Una sezione “giovane” ma determinata. L’intera sezione, proprio di recente, si è resa protagonista di un evento internazionale come il Premio Internazionale di Poesia Giovanni Bertacchi. Di questo prestigioso evento culturale e dell’attività della sezione abbiamo posto alcune domande ai membri della sezione locale.

Si è appena conclusa con la cerimonia di premiazione nella prestigiosa sala del Carroccio del Campidoglio a Roma la VI Edizione del Premio Internazionale di Poesia Giovanni Bertacchi. Siete soddisfatti?

Ogni qualvolta si riesce a rendere viva la cultura attraverso la scrittura, coinvolgendo persone provenienti da ogni parte del mondo, attraverso un concorso di poesia, la soddisfazione risulta sicuramente grande. E rimane doppiamente ripagata quando, attraverso questa operazione internazionale, si riesce a vivificare uno scrittore /poeta condannato all’oblio, ovvero Giovanni Bertacchi che, durante la sua epoca, era considerato in Italia il poeta per eccellenza al punto che l’università di Padova gli ha offerto una cattedra di letteratura destando le proteste del mondo accademico del tempo, in quanto assegnata senza un previo concorso. Bertacchi, in seguito, per non aver sostenuto con il suo talento letterario il regime fascista, scontrandosi personalmente con alcuni esponenti del fascio, è stato condannato ad una sorta di damnatio memoriae. E, difatti, la critica letteraria attuale, tuttora, lo relega, ingiustamente, come scrittore minore. In realtà così non è. Per questo motivo, con questo concorso letterario, oltre a celebrare la figura di questo poeta, lo si vuole far riscoprire riscattando la sua persona e la sua fama di cantore delle Alpi cosicché il suo coraggio non rimanga vano. D’altronde una delle mission di Italia Nostra è proprio quella di riesumare dall’oblio pezzi della nostra cultura che hanno segnato un determinato periodo storico. E Giovanni Bertacchi, pur essendo chiavennasco di nascita, vivendo là dove «comincia l’Italia», ha caratterizzato, sicuramente, con la sua opera, la letteratura italiana del primo Novecento.

Quanto impegno ha richiesto l’organizzazione del Premio?

L’organizzazione di questo concorso richiede un grosso impegno soprattutto in un momento in cui si investe poco in cultura. Trovare i fondi necessari rappresenta la prima sfida e dobbiamo ammettere, con orgoglio, che, quando sui tavoli istituzionali e degli sponsor privati si presenta un progetto valido e seriamente ben articolato, con il coinvolgimento di personalità di spicco del mondo letterario e culturale nella giuria, la risposta risulta essere più che positiva. Il secondo ostacolo è la pubblicizzazione del concorso non solo a livello nazionale, ma anche internazionale, rendendo disponibile il bando in ciascuna lingua ammessa a partecipare (ovvero inglese, francese, tedesco, nederlandese, spagnolo, rumeno, polacco, russo, arabo, mandarino e turco). Senza contare gli sforzi e le energie spese per coordinare la premiazione nazionale a Sondrio, quella internazionale a Varsavia, quella under 18 a Chiavenna e la finalissima a Roma. Il paesaggio costituisce un valore di fondo per tutti gli aderenti ad Italia Nostra.

Quali sono i paesaggi di pregio e da tutelare nel territorio della sezione di Sondrio di Italia Nostra?

La provincia di Sondrio è collocata al centro delle Alpi e costituisce un unicum rispetto agli altri territori alpini. Geograficamente le catene montuose che la compongono costituiscono un grande spartiacque a livello europeo. Da qui sgorgano diversi fiumi che, a seconda del loro bacino di appartenenza, sfociano o nel mare del Nord, o nel mar Nero o nell’Adriatico. Il Gruppo Alpino principale che fa da corona alla nostra provincia è proprio la testata del Bernina, nome che deriva dalla radice celtica Ber che significa sorgente d’acqua. Da ciò discende che la prima missione della nostra sezione è proprio quella di tutelare l’acqua, ovvero i fiumi che, oltre ad essere intaccati da fenomeni di inquinamento (vedi caso Falck del lago di Mezzola), sono oggetto di captazioni da parte dei produttori di energia idroelettrica che ne alterano il regime danneggiando la fauna ittica sia con gli sbarramenti e le deviazioni nei canali oltre che con i limi rilasciati durante i periodi di pulizia dei bacini delle dighe artificiali. Legato alla tutela delle acque ci sta il tema del monitoraggio del ritiro dei ghiacciai, dovuto ai cambiamenti climatici. I ghiacciai del Bernina e dei Forni (che sono i due maggiori dell’arco alpino) si stanno riducendo drasticamente allarmando l’intera comunità scientifica. La provincia di Sondrio, inoltre, è ricca di vallate e riserve ancora incontaminate. Purtroppo la speculazione edilizia è sempre in agguato. E per questo il primo atto della nostra sezione di Sondrio è stato quello di tutelare la riserva della Val di Mello (questione balzata nelle cronache nazionali) nonché il parco nazionale dello Stelvio, partecipando alle sedute dell’Osservatorio costituito al fine di preservare questa area protetta oggetto di uno smembramento. Un’altra battaglia intrapresa dalla nostra sezione di Italia Nostra è anche quella di razionalizzazione degli elettrodotti che, oltre a deturpare il paesaggio, costituiscono un pericolo per la salute della popolazione a causa degli alti voltaggi di portata. In questo senso è in corso una trattativa con Terna al fine di ottenere lo smantellamento di alcune linee e l’interramento di altre.

Quali sono le attività culturali che state mettendo in campo?

La sezione di Sondrio ha promosso diverse azioni al fine di tutelare, innanzitutto, le lingue locali (cioè i dialetti) incoraggiando iniziative che vivificano questo patrimonio immateriale. Da un punto di vista culturale Italia Nostra sta cercando di tutelare il patrimonio artistico della Valle, cercando di sollecitare il restauro di alcune opere in pericolo e al contempo far riscoprire pezzi del nostro passato sconosciuto ai più. In tal senso l’azione della sezione di Sondrio è stata determinante nella rievocazione della figura di Vittoria Ligari, unica pittrice del settecento Lombardo che ha contraddistinto, con la sua opera, la realizzazione di diversi quadri ed affreschi che si trovano nella nostra provincia. Italia Nostra ha partecipato anche alle celebrazioni di Rosa Genoni, tiranese di origine, che si è distinta nel mondo della sartoria spostando il baricentro della moda da Parigi all’Italia, dando inizio a quel Made in Italy che diverrà una delle eccellenze del nostro Bel Paese. Rosa Genoni è stata, oltre che stilista, anche attivista contro la guerra e grande lottatrice per l’affermazione dei diritti delle lavoratrici donne. In tal senso è intervenuta anche all’ONU.

Con quali istituzioni e organizzazioni state collaborando?

Italia Nostra, per sua vocazione, dialoga con tutti gli stakeholder e le istituzioni cercando sempre il dialogo e il confronto al fine di addivenire ad una soluzione dei problemi. Possiamo vantare un’ottima collaborazione con il Comune di Sondrio, la stessa Provincia e le altre organizzazioni territoriali come i sindacati e il CAI. Purtroppo in Provincia di Sondrio non risultano attive, a livello locale, associazioni ambientaliste. E per questo la nostra sezione di Italia Nostra ha una duplice responsabilità.

Qual è il coinvolgimento dei giovani nella vostra attività?

I giovani sono il fulcro delle nostre attività. Non è un caso che la sezione di Sondrio vanta il direttivo più giovane d’Italia (media 28 anni) e diversi associati hanno meno di 18 anni. Nelle iniziative promosse dalla nostra sezione si ha sempre un occhio particolare agli studenti delle scuole, coinvolgendoli in visite guidate del centro storico ed in workshop che tendono a sensibilizzare le giovani leve al rispetto e alla tutela del patrimonio artistico e culturale.

Quali sono le emergenze ambientali nel territorio di Sondrio?

Le emergenze ambientali del nostro territorio sono molteplici. Oltre a quelle già citate è in corso, nel nostro territorio, un cambiamento geomorfologico dovuto a diversi episodi di dissesto idrogeologico che interessano diverse aree della nostra provincia. Numerose frane contraddistinguono alcuni tratti del nostro paesaggio alpino. E purtroppo tali fenomeni sono una conseguenza dei cambiamenti climatici in atto che, di fatto rendono un colabrodo le nostre montagne, esposte ad escursioni termiche, a fenomeni di forti piogge, nevicate abbondanti con rapidi scioglimenti ed arretramento dei ghiacci perenni. Un’altra emergenza è porre un freno al continuo consumo di suolo generato dalla costruzione di nuovi edifici o di opere stradali concepite in spregio ai valori di tutela e preservazione del territorio. In questo caso l’azione di Italia Nostra è relativa, quando piani regolatori e leggi nazionali e regionali legittimano tali scempi.

Qual è il valore aggiunto, a vostro avviso, di Italia Nostra rispetto ad altre associazioni ambientaliste?

Un valore aggiunto di Italia Nostra rispetto alle altre Associazioni è quello di godere una certa autorevolezza per le personalità che ne fanno parte e per il modus operandi, ovvero quello di porsi in posizione di dialogo e di collaborare con i vari enti pubblici al fine di ottenere i provvedimenti necessari ai fini della tutela e preservazione del territorio.

A quali campagne nazionali di Italia Nostra aderite?

La sezione di Sondrio, generalmente, ha, finora, aderito alle campagne nazionali promosse da Italia Nostra. Una ha riguardato quella relativa ai cambiamenti climatici in cui alcuni nostri giovani associati hanno prestato la propria immagine per la realizzazione di uno spot di sensibilizzazione. Un’altra campagna in cui la nostra sezione si è contraddistinta è quella promossa al fine di rilanciare una parte sconosciuta dei centri storici. E in tal senso la nostra sezione si è resa protagonista del rilancio della «salita Ligari » ovvero una scalinata del centro storico che collega la piazza vecchia che sorge a ridosso del fiume Mallero con il Castel Masegra e l’antico quartiere di Sondrio detto Scarpatetti. La peculiarità di questa strada consiste nel fatto che, oltre ad essere molto scenografica, annovera tra le abitazioni che vi si affacciano, quella della principale famiglia di pittori valtellinesi, ovvero i Ligari, che hanno affrescato la maggior parte delle chiese e dei palazzi della nostra provincia. E per questo motivo la nostra sezione ha deciso di adornare le gradinate con dei fiori illuminando la promenade con delle candele, facendola percorrere da una figurante che impersonificava Vittoria Ligari indossando un abito confezionato da un sarto locale ispirato alla figura di questa pittrice.

Graziarosa Villani

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