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Giovanni Bentivoglio e Bracciano: il feeling c’è. Ma quanto durerà?

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Loculi ma anche i campi sportivi. Queste alcuni degli interventi ai quali si sta dedicando in questi giorni Giovanni Bentivoglio, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bracciano. L’ex finanziare oggi in pensione, già investigatore in alcune vicende di carattere urbanistico che hanno riguardato Bracciano negli ultimi anni, si rimette in discussione vestendo ora i panni dell’amministratore pubblico. Lo fa partendo da una laura in Economia ed una tesi sulle multiutility discussa con il docente Luigi Napolitano, figlio dell’ex presidente della Repubblica. Lo incontriamo nella piazza del castello e poi al lungolago Argenti più che per un’intervista per una chiacchierata a tutto campo. Ci tiene più volte a ribadire: “mi sono dato sei mesi di tempo, se non va lascio perdere”. Ad oggi la sua attività sembra principalmente dedicata a ricucire strappi e eventuali dissapori con i dipendenti comunali che lui stesso in passato ha indagato e perseguito. “Sono persone stupende con cui si lavora benissimo. Ho grande stima della Sodano. Penso che Ravenda sia un bravissimo funzionario. Anche con Di Matteo stiamo lavorando bene”. Sono tre dei funzionari di punta del Comune di Bracciano. Anche per la funzionaria Viola, in procinto di trasferirisi al Comune di Manziana, ha grandi parole di stima. “Non poter contare su una grande professionalità come quella della dottoressa Viola è per me un grande dispiacere, perché è una validissima professionista. Per questo le chiederei sul trasferimento di ripensarci”. Tra le sue priorità, ci dice, anche “l’attivazione del centro civico, la riapertura dell’auditorium comunale”. Ma sul centro anziani non arrivano buone notizie. “La parte sopra è della Asl. Noi non possiamo intervenire”. Tra i suoi obiettivi mettere mano ad alcuni abbellimenti del centro storico che definisce “bellissimo”. Si annota poi su un foglietto gli interventi da fare: il ponte sul fossato, i giardini di via del lago. Dovrà ancora testimoniare in alcuni processi? Chiediamo. “Solo quello che riguarda la vicenda di mobbing della dipendente Paciotti”. Passando dal particolare al generale, Bentivoglio si dice non concorde con il ricorso ex articolo 110 del Tuel a personale esterno “quando all’interno dell’ente ci sono delle importanti professionalità”. E il cittadino? “Me ne sono occupato in passato”. Non le sembra che tutto l’ente sia condizionato da questa vicenda? “Se dovessi avere la sensazione che ci si dediche solo a questa vicenda non avrò problemi a lasciare”. Si capisce che il ruolo di assessore non gli dispiace. “Forse ci rimetto pure tra benzina ed autostrada” dice facendo una battuta, ma replico che come lo prende l’assessore Sergio Osimo, anch’egli di Civitavecchia, il rimborso spetta anche a lui. “Ah non lo sapevo” risponde. Tra le righe si dibatte e si discute a tutto campo di Bracciano, ma non solo. Si parla di politica, di giudici, di una vicenda personale che lo ha interessato e che lo ha visto uscire senza macchia. Si parla anche di come abbia conosciuto per la prima volta Tondinelli e il gruppo di Fiorenza Rossetto.  “Non avrei problemi a prendere un caffè con Giuliano Sala”. “Né a parlare con l’architetto Cavalieri con il quale anni fa scambiai qualche parola e del quale poi ho visto il nome su alcuni documenti”. “Vedi – mi mostra la borsa – mi sono comprato un computer personale perché in Comune mi hanno detto che non c’era”.  Sulla panchina al lungolago Argenti il discorso cade sui segretari comunali. Ne sono passati molti a Bracciano negli ultimi due anni, quando erano governativi era un’altra cosa, faccio io. Bentivoglio concorda. “La Salimbene è bravissima e molto preparata”. “Quello che vorrei io e che – aggiunge – si superassero gli schieramenti e che tutti si lavorasse per il bene comune”.  E’ tardi c’è un altro appuntamento. Ci lasciamo sotto il Comune. Bentivoglio si affretta a salire, sempre con il computer in spalla. Quanto durerà?

Graziarosa Villani

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