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GASP – Associazione Antifascista di Promozione Sociale sul Giorno del Ricordo braccianese

Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Anche quest’anno è arrivato il 10 febbraio. Come Gasp, negli scorsi anni, abbiamo sempre voluto evitare di dare risalto a manifestazioni mal celanti nostalgie e revisionismi vari. Non abbiamo detto nulla, ad esempio, quando nel 2018 l’amministrazione comunale di allora pensò bene di patrocinare un incontro con un “professore” che più volte ha preso posizioni negazioniste dell’olocausto. D’altronde, come evidenziato nella locandina dell’evento, l’organizzatore, allora vicesindaco, è lo stesso presidente di quel comitato 10 febbraio di cui fa parte integrante e attiva Casapound e che, stavolta ci tocca dirlo, oggi si ritroverà in piazza del comune per ricordare una tragedia in maniera probabilmente distorta, come sempre ad uso e consumo della propria propaganda. Su questa iniziativa non ci soffermeremo, se non per ricordare all’amministrazione comunale, di cui abbiamo apprezzato la decisione di non patrocinare l’evento, di vigilare attentamente su quanto avverrà e quanto verrà detto in quella che rimane una manifestazione pubblica e politica.
Ma questo 10 febbraio braccianese non si ferma qui, ed è per questo che ci troviamo a scrivere queste righe.
C’è infatti in programma un’iniziativa che ci preoccupa decisamente di più e che potrebbe configurarsi come un vero e proprio “atto di indirizzo politico” preso dalla dirigenza del Liceo I. Vian. Una dirigenza che, a nostro avviso, da quando si è insediata all’inizio di quest’anno scolastico, ha preso più volte iniziative di dubbio valore educativo, ma dal significato politico chiaro e poco rassicurante. Stiamo parlando, ad esempio, di quando i ragazzi e le ragazze del Vian sono stai portati a visitare le caserme e ad assistere all’alza bandiera in occasione del 4 novembre. Stiamo anche parlando di qualcosa che ha riguardato la nostra associazione in maniera diretta, essendoci visti ignorati sulla richiesta di un’aula per lo svolgimento del corso di italiano per migranti, un servizio alla comunità, volontario e gratuito che aiuta tutti, gli stranieri ad integrarsi e i braccianesi a scoprire la ricchezza della multiculturalità. Stiamo parlando, infine, della decisione, che pare che la dirigenza abbia attribuito agli studenti, ma smentita dagli stessi diretti interessati, di invitare la presidente della comunità ebraica di Roma piuttosto che la sezione locale dell’Anpi per parlare ai ragazzi in occasione del Giorno della Memoria. Così anche in occasione del giorno “del ricordo” ci arriva notizia dell’organizzazione di un incontro che, anche questo, parrebbe organizzato ai piani alti e probabilmente, ancora una volta, scaricato sugli studenti. Il liceo infatti avrà ospite un’altra presidente, stavolta di un comitato di esuli dalmati e vittime delle foibe, ma con sede a Roma. Niente da ridire, per carità, se non fosse che: 1. Non c’è traccia di uno storico che possa inquadrare correttamente i racconti che verranno fatti, contestualizzando e quindi fornendo un quadro completo ai ragazzi; 2. Ancora una volta pare che la dirigenza abbia attribuito agli studenti la scelta probabilmente sua e calata dall’alto sulla scuola. Sappiamo che alcuni rappresentanti stanno giustamente protestando, così come parte del corpo docenti. Ci auguriamo che il dissenso si allarghi ancora e siamo al fianco di chi sostiene gli studenti e le studentesse in un percorso di crescita libero, consapevole, antifascista.
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