Ventitré coltellate al volto e al collo. Quattro colpi alle mani di lei, segno che ha tentato di difendersi. Amputata la gamba sinistra. Bruciature sull’addome. Così è stata straziata Federica Torzullo, 41 anni il cui corpo è stato rinvenuto domenica mattina in un campo adiacente la ditta di movimento terra gestita dalla famiglia del marito. Questi alcuni dati emersi dall’autopsia. Un delitto efferato che vede indagato il marito Claudio Carlomagno. Domani è fissata l’udienza per la convalida del fermo. L’accusa passa da omicidio volontario a femminicidio, ciò significa che nel caso venisse condannato in via definitiva per lui sarà ergastolo. Oggi i Ris dei carabinieri sono tornati sul campo degli orrori. Con loro anche le unità cinofile. Si cerca ancora il telefono della donna. In mattinata la madre dell’indagato ha rassegnato le dimissioni da assessore alla Legalità della giunta di centrodestra guidata dall’avvocato Angelo Pizzigallo. Si moltiplicano intanto gli attestati di solidarietà e vicinanza alla famiglia della vittima. Dopo quelli della Cgil anche l’Università Tor Vergata ha voluto emettere una nota condannando l’omicidio di una propria ex studentessa. Differenza Donna in prima linea contro la violenza di genere si appella ad un cambio di cultura. Il presidente regionale Francesco Rocca ha scritto: “Mi auguro che la giustizia faccia rapidamente il suo corso”. In tv si moltiplicano i dibattiti sulla personalità dell’uomo. Alcune notizie di stampa ne parlano come un uomo isolato con pochi legami con la famiglia d’origine. Consigliato dall’avvocato Andrea Miroli, lui non parla e si avvale della facoltà di non rispondere. Secondo gli inquirenti era pronto a scappare. Qualcuno lo ha aiutato? O ha fatto tutto da solo?
