Il 29 ottobre scorso storici, sindaci per la rassegna ContaminAzioni attorno al libro “La Notte delle Cinque Lune, il processo al conte Everso dell’Anguillara, estinzione dell’antica stirpe” 

Gli Anguillara come strumento di riscoperta di un’area vasta all’insegna della storia. In questo senso tutti gli interventi che sabato 29 ottobre scorso hanno animato nel borgo di Calcata il convegno “L’archivio racconta: il romanzo storico e i conti Anguillara” nell’ambito della tradizionale rassegna comunale ComtaminAzioni. 

La valorizzazione degli archivi si è unita alla presentazione del libro “La Notte delle Cinque Lune, il processo al Conte Everso dell’Anguillara, estinzione dell’antica stirpe”. Riportate al centro dell’attenzione le vicende di una famiglia dalle leggendarie origini che ha fatto la storia in un ampio territorio del Lazio e di Roma fino alla metà del Quattrocento. 

Rocche e Castelli portano ancora il nome di questa storico casato come il lungotevere romano che costeggia l’antico palazzo degli Anguillara, oggi Casa di Dante, sui muri del quale campeggia l’inequivocabile stemma di Everso dell’Anguillara. Oltre quattro secoli di storia, possono fare da trait d’union in un’area vasta e tanto ancora c’è da riscoprire attorno a tutto ciò che ha interessato la famiglia e le popolazioni dei loro possedimenti. 

Contro la “despazializzazione” – ha commentato l’architetto Paolo Portoghesi, curatore tra l’altro dei restauri del Palazzo degli Anguillara di Calcata che ha ospitato il convegno, va opposto il “territorialismo”. Portoghesi si è appellato ai giovani per una riappropriazione del territorio. Alludendo alla sentieristica ha sottolineato come quando un sentiero scompare scompaiono conoscenze e competenze.

Aspetti economici delle terre del Patrimonio di San Pietro in Tuscia sono stati al centro degli interventi di Claudio Canonici, professore ordinario di Storia della Chiesa e direttore dell’Archivio Storico della Diocesi di Civita Castellana che ha focalizzato l’attenzione sulla proprietà dei terreni e del professor Luciano Osbat, presidente del Centro Ricerche Storia Alto Lazio e già docente di Storia Moderna dell’Università della Tuscia che ha portato tutti a riflettere sulla logica che un tempo animava i Monti Frumentari come ausilio per le povere genti dell’epoca, semplici braccianti. 

Per Giuseppe Pullara giornalista de Il Corriere della Sera la vicenda narrata nel libro, che si dipana a ridosso dell’antica via Francigena dopo lo spartiacque storico che fu la caduta di Costantinopoli, si presta per una narrazione in chiave cinematografica.  

Ne hanno proposto una lettura teatrale nel corso dell’incontro gli attori Fabrizio Catarci e Jennifer Mischiati in una coinvolgente messa in scena in costume di alcuni brani del libro.

Ampia disponibilità per una sinergia votata alla creazione di progetti comuni è arrivata poi dalla sindaca di Calcata Sandra Pandolfi e dal sindaco di Anguillara Angelo Pizzigallo accompagnato  dalla vicesindaca Paola Fiorucci.

Protagonisti silenti della giornata i molti documenti storici –  tra i quali quelli ai quali ha fatto riferimento in una sua dettagliata relazione Viviana Normando riguardo lo stemma del Comune di Anguillara – oggetto di studio da parte di Arca sul Lago Aps e della responsabile dell’Archivio Storico del Comune di Calcata Lucia Buonadonna che hanno organizzato con il Comune di Calcata l’incontro e la mostra “La famiglia Anguillara tra le fonti d’archivio”. 

Fonti archivistiche oggi oggetto di rinnovato interesse che restano il dato dal quale partire per una attenta e puntuale ricerca storica e per una nuova complessiva narrazione territoriale.  Gli autori del libro, pubblicato per i tipi di  Gangemi International, Biagio Minnucci e Graziarosa Villani nel ringraziare gli organizzatori hanno ribadito la volontà di approfondire le ricerche sul periodo storico e sulla famiglia Anguillara. In particolare Minnucci ha annunciato la preparazione di un vero e proprio saggio storico mentre Villani ha auspicato la creazione in chiave di promozione turistica di un itinerario storico-culturale che unisca le terre già degli Anguillara in un vasto progetto collettivo di riscoperta di un Alto Medievo in un’area che va dal Tirreno all’Umbria, da Roma a Viterbo.  

L’evento ha richiesto un grandissimo impegno da parte di Arca del Lago APS che si è occupata a tutto tondo dell’iniziativa curando l’organizzazione storico-scientifica, quella logistica e l’ospitalità del numeroso pubblico intervenuto.

Di Graziarosa Villani

Giornalista professionista, Laureata in Scienze Politiche (Indirizzo Politico-Internazionale) con una tesi in Diritto internazionale dal titolo "Successione tra Stati nei Trattati" (relatore Luigi Ferrari Bravo) con particolare riferimento alla riunificazione delle due Germanie. Ha scritto per oltre 20 anni per Il Messaggero. E' stata inoltre collaboratrice di Ansa, Il Tempo, Corriere di Civitavecchia, L'Espresso, D La Repubblica delle Donne, Liberazione, Avvenimenti. Ha diretto La Voce del Lago. Direttrice di Gente di Bracciano e dell'Ortica del Venerdì Settimanale, autrice di Laureato in Onestà (coautore Francesco Leonardis) e de La Notte delle Cinque Lune, Il processo al Conte Everso dell'Anguillara (coautore Biagio Minnucci), presidente dell'Associazione Culturale Sabate, del Comitato per la Difesa del Bacino Lacuale Bracciano-Martignano, vicepresidente del Comitato Pendolari Fl3 Lago di Bracciano.