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Comitato Difesa Lago di Bracciano: “No a nuove manovre Acea”

Cacciata dalla porta Acea vorrebbe rientrare dalla finestra ed in nome di una emergenza, tutta da verificare e monitorare, tornare ad avere mano libera per i prelievi sul lago di Bracciano. Il Comitato Difesa Lago di Bracciano, a pochi giorni di distanza dalla storica sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che ha respinto al mittente il Ricorso di Acea e quello ad adiuvandum del Comune di Roma, definisce estremamente ambiguo l’atteggiamento portato avanti oggi da Acea in sede di Tavolo Tecnico al quale la Regione Lazio si è ben guardata dall’invitarci, sia pure come uditori.

Il raddoppio del Peschiera non può essere preso a pretesto per rimettere le mani su un lago che è stato sottoposto a danni ambientali oggi certificati.

Dalle piazze, virtuali e non, e dalle strade continuiamo a tenere alta la guardia e a non consentire ad Acea di escogitare modalità che, con la scusa di tenere in esercizio l’impianto di captazione, di fatto mascherino nuovi prelievi, né tanto meno concedere che vengano prelevati 200 litri al secondo sine die. Metta in campo, Acea, piuttosto proposte serie atte a salvaguardare l’ecosistema lago investendo in studi e progettazioni. Si tratta di pretese che, a quanto si è potuto apprendere, sono state fortemente criticate da alcuni esponenti istituzionali presenti all’incontro tra i quali il presidente del Parco Bracciano-Martignano Vittorio Lorenzetti, l’assessore ai Lavori Pubici del Comune di Bracciano Giovanni Bentivoglio e la sindaca di Trevignano Claudia Maciucchi.

Aggirare con tali subdoli mezzi una sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la dice lunga su quali continuano ad essere le intenzioni della multiutility incentrata più al profitto che alla tutela della risorse idriche che le sono state affidate.

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