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“Che fine ha fatto la politica?”: rinviato l’incontro del 24 gennaio. Intervista all’ideatore Marco Ferri

Marco Ferri

Per l’ideatore Marco Ferri: “Le istituzioni pubbliche devono proporre meno intrattenimenti, più ragionamenti”. Alla biblioteca comunale “Che fine ha fatto la politica? la rassegna di concetti e argomenti dell’attuale dibattito politico attraversando libri di saggistica presentati dagli autori”. 

Salta, per una impossibilità imprevista dell’autrice, la presentazione del libro “Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace” (PaperFirst 2025) di Elena Basile, che era in programma alla biblioteca comunale di Bracciano sabato 24 gennaio 2026. 

Il programma prosegue con gli altri appuntamenti per sabato 31 gennaio 2026 alle 18.30 sul tema  “L’impegno politico” affrontato nel testo di Pietro Ingrao “Volevo la luna” (Einaudi 2006) con la partecipazione di Guido Ingrao, e sabato 7 febbraio 2026 ore 18.30 su “Uguaglianza sostantivo femminile” con la partecipazione di con Roberta Gisotti, autrice di “Uomini contro le donne” (Erf Edizioni 2025).

Sui perché di una rassegna di questo tipo utili le risposte di Marco Ferri che della rassegna, unitamente all’assessore alla Cultura Biancamaria Alberi, è ideatore, coordinatore e moderatore.

Marco Ferri, una istituzione culturale che promuove incontri che vogliono stimolare il dibattito politico. È quanto si sta facendo a Bracciano con la rassegna “Che fine ha fatto la politica?” Qual è il rapporto tra libri e confronto politico?

Il primo libro mai scritto sulla politica è appunto Politica scritto da Aristotele nel 330 a.C..  Il termine politica è infatti una parola creata da Aristotele, che per primo analizzò in modo sistematico il funzionamento delle poleis, cioè delle città-stato greche. È di nuovo a lui che si deve la figura retorica dell’uomo come “animale politico”, perché realizza sé stesso solo e soltanto vivendo nella comunità.

Il dato di fondo attuale è la disaffezione alla politica. Si è perso il senso originario del termine o è una deriva dovuta al ruolo dei partiti, al venir meno della rappresentanza a seguito dello sbarramento o elezioni di secondo livello o al declino delle ideologie?

La domanda che ci siamo posti quando abbiamo ideato questa rassegna è stata: è la gente che si è disinteressata alla politica o è la politica che ha perso di vista la gente? Più che disaffezione, temo si tratti di rottura dell’equilibrio sociale, di quello che si è a lungo definito patto sociale, nel quale gli interessi si contrapponevano, cercando tuttavia una mediazione che trovasse livelli di protezione dei ceti più deboli, quella fase storica che chiamammo “Stato sociale” che si reggeva su un’idea-guida di benessere, il welfare state. Oltre le tecnicalità della politica gestita dai partiti, oltre le polemiche televisive, oltre la propaganda, c’è la politica vera e propria, quella che coinvolge i cittadini, i ceti sociali, il loro benessere, la loro vita sociale. Non si tratta di massimi sistemi, ma della convivenza di tutti, tutti i giorni, ovunque in Italia, anche a Bracciano. È la qualità di questa convivenza che si chiama politica.

Lei sta coordinando il progetto dell’Assessorato. Come ha selezionato i libri e gli autori da proporre?

Abbiamo scelto quattro temi: il rapporto tra Storia e Memoria è stato il tema del primo incontro, prendendo come veicolo “La spia venuta dal nulla”, un libro di Marco Patucchi che dalla vicenda di un militare britannico ha raccontato i giorni della ritirata dei tedeschi che occupavano Roma, l’uso cinico degli ostaggi e la loro eliminazione quando non erano più utili come scudi umani. Gli altri temi seguono lo stesso criterio: un tema stimolato da un libro e dal suo autore. Un procedimento diverso dalla consueta presentazione di un testo, per arrivare a toccare le corde dei problemi concreti di oggi. Un’istituzione pubblica, come la biblioteca comunale, può ambire a essere la sede adatta alla complessità di specifiche tematiche.

Il primo incontro con l’autore Marco Patucchi è stato molto stimolante e partecipato. Ha dato il segnale che c’è voglia di politica e di confronto. Lei che impressione ne ha avuta?

La partecipazione al dibattito ha ricordato a tutti che non siamo telespettatori di talk show, né follower di profili social, ma cittadini titolari di diritti politici e sociali, riuniti per confrontarci; ha dimostrato che al confronto non servono gli steccati del consenso elettorale, strategie di marketing, audience o contatti digitali. Il discorso pubblico è molto più ricco e promettente quando si fa incontro e confronto. Il discorso pubblico si chiama democrazia.

Quali concetti verranno approfonditi con i prossimi incontri in programma?

A causa di una impossibilità imprevista di una delle ospiti, non riusciremo ad affrontare il tema del rapporto tra diplomazia e uso della forza, tema di una così forte attualità che ogni giorno succedono cose nuove, tanto preoccupanti quanto imbarazzanti. Ma questo tema è solo rimandato. Paradossalmente avere più tempo per capire meglio cosa stia succedendo è addirittura meglio. È confermato l’incontro sul significato della partecipazione politica attiva, che prende spunto da “Volevo la luna” di Pietro Ingrao. E poi un appuntamento sul tema della condizione femminile, con “Uomini contro le donne” di Roberta Gisotti: a ottanta anni dalla conquista del diritto al voto delle donne italiane ci sono ancora forti disparità salariali, oltre a quei terribili episodi di violenza femminicida, come quello di Anguillara. 

 

Marco Ferri (Roma, 1955) è copywriter, saggista, drammaturgo. Si è formato professionalmente con Fritz Tschirren e Hans-Rudolf Suter, ha lavorato per e con Emanuele Pirella. Ha firmato importanti campagne, ha scritto filmati pubblicitari diretti da famosi registi, tra cui Roman Polansky, Alessandro D’Alatri, Luca Miniero e Paolo Genovese.  Sono oltre 200 i premi e le citazioni di suoi lavori, in Italia e all’estero. Ha scritto “Il naso fuori” (2004), “Beh, buona giornata” (2005) e “Sono ancora vivo” (2006), tutti e tre con la Società editoriale Adv di Milano; “I consumati” con F. Iacovone (Massari Editore 2019); “Oltre il velo del reale” (AA.VV. Meridiano zero 2022); “Bacarando con un libro” (AA.VV., El Squero Editore 2022); “Estinti saluti” (AA.VV., Lupetti 2022).  È membro del Comitato Scientifico della Fondazione Symbola.Ha insegnato scrittura creativa allo IED di Roma e Milano, alla Scuola di scrittura Belleville di Milano, ha tenuto master class a Lecce presso Unisalento, all’Università di Trieste, di Udine, di Pordenone e Gorizia, nonché all’Istituto Michelangelo Antonioni di Busto Arsizio.  Socio SIAE, ha scritto e diretto le pièce teatrali “Dannazione donna”, “Il menu del ghiaccio”, “Processo all’Europa”.  Nel 2021 ha ricevuto la “segnalazione particolare” della Giuria del 46° Premio Letterario Casentino. Nel 2022 il 47° Premio Letterario Casentino gli conferisce il Premio Speciale della Giuria. Nel 2024 fonda “La Nuova Sacrofano”, giornale di comunità, di cui è editore e direttore editoriale.  Dal 2024, con l’organizzazione della prima rassegna multidisciplinare “La cruna del Lago” presso il Teatro “Delia Scala” è iniziata la sua collaborazione artistica con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bracciano.

Tutti gli incontri prevedono reading di brani tratti dai libri, letti da Monica Ferri e commenti musicali eseguiti dall’Associazione Novarmonia di Bracciano.

Ingresso libero.

Informazioni: biblioteca@comune.bracciano.rm.it

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