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Bracciano – Indagini da Roma su minacce di morte al consigliere Marco Tellaroli

Indagini sono in corso da Roma su quanto è avvenuto a Bracciano dove il consigliere di opposizione pentastellato Marco Tellaroli ha ricevuto, a più riprese, minacce di morte finendo al momento sotto una particolare protezione. Ad infastidire evidentemente alcuni atti ispettivi dello stesso consigliere che in piena legittimità con il suo incarico ha richiesto con specifiche note chiarimenti riguardo alcune vicende che riguardano il Comune di Bracciano ed in particolare, di recente, l’affidamento della comunicazione ad una associazione culturale Agensal con sede a Foggia (La normativa di riferimento richiede l’incarico a giornalisti iscritti all’ordine ndr).

Molti gli attestati di solidarietà giunti da tutti gli schieramenti a Tellaroli, che riveste inoltre anche l’incarico di consigliere della Città Metropolitana di Roma, subentrando a Consigliere capitolino Marcello De Vito. Solidarietà è arrivata anche del sindaco Tondinelli che non ha mancato tuttavia di prendersela con una cittadina, annunciando denuncia, per alcune espressioni da lei fatte sul proprio profilo Facebook.

I dissapori sarebbero iniziati dopo un esposto presentato il 12 giugno scorso da Tellaroli riguardo la gestione del profilo Facebook del Comune di Bracciano, peraltro “hacherato”, gesto comunicato dallo stesso sindaco.

Nell’esposto inviato a Prefettura di Roma, Procura della Repubblica di Civitavecchia Segretaria Comunale, Responsabile Comunicazione, Sindaco e sua Giunta Presidente del Consiglio, Tellaroli scrive: “1. Perdurano commenti da parte di profili non riconducibili a persone fisiche. 2. Non vengono rimossi commenti offensivi rivolti a consiglieri di opposizione, a compagini non appartenenti alla Maggioranza; 3. Non è permesso ad altri cittadini critici con l’attuale Maggioranza di poter commentare i post pubblicati. 4. appartenenti alla Maggioranza utilizzano la pagina FB comunale per attaccare l’operato dei consiglieri di minoranza anziché adoperare la propria pagina personale; 5. La disciplinare approvata dall’attuale Giunta comunale è puntualmente disattesa, ammettendo soltanto i sostenitori e i commenti che risultano favorevoli all’operato della Giunta Tondinelli; 6. Continuano ad essere presenti profili di dubbia veridicità in quanto risultano non riconducibili a volti, a cittadini braccianesi ed addirittura provenienti dall’estero”.

Con l’esposto Tellaroli chiede alla Prefettura “di verificare le circostanze sopraelencate e di acquisire l’elenco dei profili bloccati dal Comune, comprensivi dei concittadini che – seppur utenti che pagano tasse comunali – vengono emarginati da un servizio pubblico”. “Si chiede inoltre – scrive ancora Tellaroli – affinché siano puniti e perseguiti ai sensi di legge tutti gli eventuali soggetti che abbiano concorso nella realizzazione dei fatti in precedenza descritti, e comunque tutti per qualsiasi altro reato – colposo e diffamatorio – l’Ecc.me Procura della Repubblica e Prefettura di Roma riterranno di qualificare giuridicamente, in relazione a quanto narrato”.

Si ipotizzano circostanze di una certa gravità sono piuttosto gravi. A quanto si è potuto apprendere Tellaroli avrebbe ricevuto minacce via telefono del tenore: “consigliere, è pronto a morire?”. L’atmosfera sotto il Castello non appare certo serena. E le indagini proseguono.

Graziarosa Villani

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