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Ambiente e biodiversità: l’attività del Comando Regione Carabinieri Forestale Lazio

Comando

Il Comando Regione Carabinieri Forestale “Lazio”, da cui dipendono i Gruppi Forestale di Roma, Frosinone, Viterbo, Latina e Rieti, e il Reparto Parco Nazionale del Circeo e il Centro Anticrimine Natura di Cagliari, quest’ultimo con competenza in Sardegna, per le materie ambientali di esclusiva competenza statale, presenta i risultati dell’attività operativa conseguiti nel 2023.

Quello assicurato dalla specialità Forestale dell’Arma è stato, come sempre, un impegno importante, orientato alla prevenzione ed alla repressione dei reati ambientali ed al controllo del territorio per la salvaguardia del paesaggio, delle risorse forestali e della biodiversità.

In quest’ottica, particolarmente proficua ed incisiva è stata la collaborazione con i reparti dell’Arma Territoriale, i NAS e i Nuclei Ispettorato Lavoro, non solo per l’efficacia dell’operatività, ma anche per la percezione di sicurezza da parte della collettività. Il 2023 ha visto impegnati i reparti del Comando Regione nel potenziamento dei controlli a tutela dell’Ambiente, nei settori di competenza regionale, nell’ambito della Convenzione in vigore stipulata tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e la Regione Lazio.

I risultati conseguiti nel 2023 dai Carabinieri Forestali del Comando Regione “Lazio” evidenziano, in sostanziale continuità con l’anno precedente, un andamento nell’attività di prevenzione svolta sul territorio che appare ancora più intensa, con un incremento del 6% in più rispetto allo scorso anno nel numero di controlli posti in essere, e una sostanziale attestazione delle misure di contrasto attuate. Particolare efficacia nei controlli è stata dimostrata in quelli operati nei settori dell’inquinamento e della tutela degli animali, rispetto ai quali si riscontra un aumento, in media del 30%, per reati ed illeciti amministrativi contestati, sequestri e persone sanzionate.

Con specifico riferimento alle contestazioni in materia di antibracconaggio, i sequestri eseguiti sono più che triplicati rispetto all’anno precedente. È interessante notare come la metà dell’attività di prevenzione si è concentrata nel settore della tutela del territorio (50%), con controlli mirati alla verifica del rispetto delle normative in materia di vincolo idrogeologico, utilizzazioni forestali, sfruttamento delle cave e urbanistico-edilizio, a conferma della vocazione dell’Arma Forestale verso la tutela del patrimonio forestale e paesaggistico, anche ai fini della prevenzione del dissesto idrogeologico.

Un’azione multidisciplinare e trasversale quella dei Carabinieri del Comando Regione, alle cui dipendenze, opera il Centro Settore Meteomont “Appennino Laziale”, responsabile del coordinamento delle attività di rilievo del manto nevoso e raccolta dati, per l’elaborazione del “Bollettino pericolo valanghe”, e l’Unità Cinofila Antiveleno, impiegata nella prevenzione e in attività di indagine contro i reati di avvelenamento della fauna domestica e selvatica mediante l’utilizzo di bocconi, esche e carcasse contenenti sostanze tossiche.

Alla luce dei risultati ottenuti emerge, senz’altro, l’importantissimo ruolo svolto dalla Magistratura e dalla Polizia Giudiziaria impegnate nel contrasto ai crimini ambientali, quale essenziale funzione di deterrenza e affermazione della legalità. – ha dichiarato il Comandante della Regione Carabinieri Forestale “Lazio”, Generale di Brigata Cinzia Gagliardi – Ma la complessità della questione ambientale richiede un cambiamento: il controllo formale e la repressione debbono essere accompagnati da un nuovo ruolo delle Istituzioni, un ruolo più ampio, multidisciplinare, più inclusivo.

Un ruolo che deve innestarsi sul solco di un processo culturale ed educativo finalizzato alla divulgazione di una coscienza ambientalista, in modo tale da indirizzare l’attenzione della collettività verso la consapevolezza dell’inviolabilità del bene ambiente quale bene indissolubilmente legato ai diritti fondamentali della persona e tra questi il diritto alla salute. Per arrivare a questo occorre, innanzitutto, un progetto educativo: l’educazione dei giovani e dei giovanissimi è indispensabile, senza di essa il rispetto delle norme rischia di essere vanificato. Ma, altrettanto fondamentale è il ruolo dei presìdi di prossimità, dei presìdi a diretto contatto con i cittadini e che hanno il delicato compito di governare il controllo del territorio per la sua sicurezza. Questi presìdi devono aprirsi al territorio e debbono dialogare con tutte le componenti che ciascun territorio esprime (Enti pubblici, Autorità locali, Istituti di istruzione Associazioni di categoria, volontariato, etc.), affinché le attività di ciascuno di loro siano indirizzate verso un uso sostenibile del territorio, nella consapevolezza che la qualità ambientale è il vero fattore di sviluppo e di crescita: la risorsa naturale se usata nel rispetto dei suoi elementi può diventare bene competitivo capace di produrre reddito sano, non violento, sostenibile che valorizza il territorio cui appartiene.

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