Il 30 agosto 1965 a Mattmark, nella valle Saastal nel Vallese in Svizzera, un’enorme valanga di ghiaccio travolse il cantiere della diga in costruzione, seppellendo 88 operai, di cui 56 italiani. Fu una delle più gravi tragedie dell’emigrazione del Dopoguerra, paragonabile a Marcinelle per portata e impatto simbolico.
A sessant’anni di distanza, lo storico Toni Ricciardi dedica una nuova edizione del suo libro Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana, arricchita da un’introduzione che interroga le coscienze: Italia e Svizzera sono state all’altezza della storia?
Il volume ricostruisce con precisione e profondità l’intera vicenda: dalle testimonianze dei sopravvissuti alle inchieste e ai processi che si conclusero con l’assoluzione degli imputati e la beffa delle spese processuali a carico dei familiari delle vittime. Una storia che segna il punto di non ritorno nella memoria dell’emigrazione italiana, e che troppo a lungo è rimasta nell’ombra.
In occasione dell’anniversario, la Rai trasmetterà su Rai 3 alle 23.55 un documentario ispirato al libro, riportando al centro dell’attenzione pubblica un evento che tocca la dignità del lavoro e il sacrificio di migliaia di emigrati.
Toni Ricciardi è storico delle migrazioni all’Università di Ginevra e l’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea (Cnr). È deputato e vicepresidente del Gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati. Tra le sue pubblicazioni Marcinelle, 1956 (2016), Breve storia dell’emigrazione italiana in Svizzera (2018), Il Terremoto dell’Irpinia (2020), Dalla valigia di cartone al web (2022).